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Crocevia di Trazzere: quando il cammino diventa specchio di sé e del mondo

  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min
Un gruppo di cinque persone, equipaggiate con zaini e bastoncini da trekking, cammina lungo un sentiero sterrato in campagna. Il paesaggio circostante è collinare, con campi verdi e coltivazioni a perdita d’occhio, e un cielo parzialmente nuvoloso. In lontananza, su una collina, si scorge un antico castello in pietra, circondato da un piccolo borgo con case colorate. Il sentiero è delimitato da una ringhiera metallica e costeggiato da vegetazione spontanea. L’atmosfera trasmette serenità e connessione con la natura.

Crocevia di Esperienze è un progetto di Lucia Botindari e Sara Zanni che unisce psicologia, cammino e territorio per esplorare temi profondi attraverso laboratori di psicologia in cammino itineranti e giornalieri, rivolti a adulti, famiglie e ragazzi e che la newsletter di SlowMap e Movimento Lento accompagna con regolarità, perché mette in luce la capacità specifica del cammino di contribuire al nostro benessere.

Oggi possiamo dire che siamo arrivate a un traguardo importante: a gennaio 2026 è arrivato a conclusione il progetto Crocevia di Trazzere, che ha portato cinque gruppi di donne hanno attraversato la Sicilia a piedi, da Noto a Palermo, lungo le antiche trazzere che da secoli collegano borghi, campagne e memorie. Non era solo un trekking: era, un lungo viaggio che ci ha condotte a scoprire ogni piega della Sicilia interna e ad affrontare temi importanti per ciascuna di noi.


Crocevia di Trazzere: un cammino che si nutre di incontri

Ogni passo nei laboratori di psicologia in cammino di Crocevia di Esperienze è un dialogo: con il paesaggio, certo, ma soprattutto con le persone e le storie che lo abitano. A Monterosso Almo, Peppino, uno degli ultimi cantastorie, ci ha regalato leggende e cronache siciliane, trasformando una sosta in un viaggio nel tempo. I pastori, incontrati lungo i sentieri, ci guardavano passare con curiosità, a volte offrendo un sorso d’acqua o un pezzo di formaggio o chiedendo una spinta per un pandino con il motorino di avviamento fritto. Chi ci ha ospitate ci ha spesso raccontato la propria Sicilia: quella dello spopolamento, delle miniere di zolfo, della ricostruzione barocca dopo il terremoto del Val di Noto e della mescolanza culturale dove l’eredità araba si intreccia con quella normanna e borbonica e, infine, con i passi di Giuseppe Garibaldi, quella delle donne che, come noi, hanno attraversato confini visibili e invisibili.

Questi incontri non sono mai distrazioni: sono specchi. Attraversare un guado con l’aiuto di una mano amica, ascoltare una storia mentre il sole tramonta nel golfo di Palermo, o assaporare il pane cunzato sedute sul bordo di un pascolo battuto dal vento, ti costringe a guardare con occhi nuovi anche la tua vita. E così, i temi dei laboratori — i confini, l’orgoglio, il pregiudizio, le prigioni interiori, i nostri punti di forza — diventavano tangibili, da affrontare non solo con le parole, ma con il corpo, il paesaggio e la complicità del gruppo.


La metodologia: camminare, ascoltare, trasformarsi

Per Crocevia di Esperienze, camminare è uno strumento. È un laboratorio itinerante dove:

  • Il cammino diventa strumento di consapevolezza: il ritmo dei passi, il respiro, il contatto con la natura aiutano a "sentire" emozioni e pensieri spesso sommersi.

  • Le attività creative e la condivisione permettono di dare voce a ciò che emerge lungo il percorso, usando il paesaggio come metafora (un fiume da attraversare, una salita da superare).

  • I diari individuali fissano intuizioni, paure, scoperte, creando una mappa interiore parallela a quella esterna.

I risultati? Dopo solo tre giorni, molte partecipanti hanno riportato una maggiore chiarezza mentale, una capacità nuova di affrontare conflitti — personali e relazionali — con maggiore leggerezza e una nuova capacità di intravedere soluzioni o prendere decisioni.


Prossima tappa : Le Foreste Casentinesi (11-14 giugno 2026)

Se vi abbiamo fatto venire voglia di mettervi in cammino, il prossimo laboratorio è in programma dall’11 al 14 giugno 2026, tra Camaldoli e La Verna, nel cuore delle Foreste Casentinesi. Qui, tra faggi secolari e eremi francescani, esploreremo il tema "le radici e le foglie": come il legame con la terra (le radici) possa nutrire il desiderio di crescita (le foglie). Il programma include:

  • Camminate in silenzio e in gruppo, con esercizi di ascolto profondo del corpo e del paesaggio.

  • Laboratori di creatività per tradurre l’esperienza in parole e immagini.

  • Momenti di condivisione mettendo noi al centro, usando metafore del territorio (es. "Quale albero ti rappresenta oggi?").

Non è un corso, non è una terapia: è un esperimento di trasformazione, aperto a chiunque abbia voglia di camminare — dentro e fuori.


Per informazioni e iscrizioni:



 
 
 
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